30 agosto 2010

eBookFest a Fosdinovo

Sto dando una mano qui a Fosdinovo per organizzare l'eBookFest.
E avremo da divertirci. Andate sul sito ebookfest.it e troverete il programma, l'elenco dei relatori, qualche ragionamento.
Racconto tra qualche giorno qualcosa, intanto ecco un lancio.


e-bookFest
A Fosdinovo va in scena il libro digitale
Organizzata da Associazione Tecknos, Bibienne e da Guaraldi editore, nella suggestiva cornice del Castello Malaspina di Fosdinovo (Massa Carrara), dal 10 al 12 di settembre 2010 si terrà la prima edizione del Festival dedicato al mondo degli e-books. Visita subito il sito della manifestazione:www.ebookfest.it 
Gli editori che a settembre si potranno incontrare a Fosdinovo non sono più interessati alla stampa in quanto tale: sono, come già 500 anni fa, ai tempi della rivoluzione gutenberghiana, quelli che guardano al futuro: si parlerà di ebook e di come cambierà il modo di "fare editoria". Si parlerà di "nuove scritture" e di distribuzione, di digitalizzazione e di distribuzione di contenuti digitali da parte delle biblioteche, delle nuove forme di diritto d'autore. E si parlerà molto di scuola, perché la normativa prevede dal 2011 l'adozione di libri scolastici digitali e i problemi sono tanti, a partire dalla situazione informatica delle scuole. 
Gli incontri, che inizieranno venerdì 10 settembre alle 14, sono aperti a tutti e l'accesso sia ai camp che  ai seminari e  alla zona espositiva, è gratuito. A fare da corollario ai dibattiti ci sarà anche l’eBookShow, dove scuole e università presenti presenteranno i loro progetti sperimentali, e le aziende esporranno i loro prodotti digitali. Sarà anche possibile vedere e provare i nuovi eReader per eBook.
Ecco un anticipo della nutrita serie di seminari e tavole rotonde:
* La nuova filiera dell’editoria digitale, dalla produzione alla distribuzione. 
* La guerra dei formati e diritto d’autore.
* Le biblioteche e le piattaforme di pubblico accesso 
* Le nuove scritture: non lineari, plurali, ipermediali e multimodali, autoprodotte. 
* Il testo digitale nella formazione e nella didattica: potenzialità e nuovi scenari 
* Accessibilità: disabilità sensoriali e cognitive: il problema della forma e quello dei contenuti. 
L’evento, che si propone di diventare un appuntamento annuale, discende direttamente da due barcamp sul "mondo ebook" di ottimo successo: il BookCamp (Rimini 2008) e lo SchoolBookCamp(Fosdinovo 2009). Attraverso il confronto tra professionisti, operatori del settore, studiosi, docenti universitari, insegnanti, blogger, rappresentanti delle istituzioni, e appassionati delle nuove tecnologie, l'eBookFest intende far luce sullo stato dell’arte dell’editoria digitale.

500 anni dopo: la Lunigiana culla dell'ebook 
La Lunigiana torna ad essere, dopo 500 anni, la culla dell'innovazione editoriale. Per tre giorni, dal 10 al 12 settembre, Fosdinovo ospiterà il più grande e significativo evento fino ad oggi organizzato sull'editoria digitale: la seconda edizione di due barcamp, 22 seminari, 20 presentazioni di progetti e sperimentazioni, alcune tavole rotonde e una zona espositiva animeranno il paese a partire dal castello Malaspina. La Lunigiana è storicamente terra di stampatori: nel 1458 nasce a Pontremoli una delle prime attività librarie e a Fivizzano intorno al 1470 furono utilizzati i primi caratteri tipografici italiani. Montereggio è detto ancora oggi il "paese dei librai" e da qui ha origine il premio Bancarella. Il primo fu, nel cinquecento, Sebastiano da Pontremoli. L'attività proseguì per molte generazioni e raggiunse il massimo sviluppo nell'ottocento. In quegli anni a Mulazzo nasce Emanuele Maucci, un grande editore che diede origine alla più ampia "catena" di librai del mondo con sede in Barcellona e consorti in Genova, Milano, Buenos Aires, Habana, Caracas. Ancora oggi i discendenti dei Librai Pontremolesi posseggono importanti librerie, e le strade di Montereggio sono dedicate ai più celebri editori italiani, da viale Luigi Einaudi a Borgo Feltrinelli.

26 agosto 2010

Risponde l'esperto in studio

Ucchequasimidimenticavo. 
Saran venti giorni che su Radio Onde Furlane (qui su Facebook) stanno andando in onda delle conversazioni tra me e il Diretôr Mauro Missana, dei piacevoli botta e risposta sulle tematiche della Cultura digitale. Sui cambiamenti che le innovazioni tecnologiche stanno apportando alla nostra vita quotidiana, in particolare, nella socialità e nelle istituzioni.
Abbiam parlato di Pubblica Amministrazione, di Scuola, dei nuovi modelli di funzionamento dell'editoria e del mondo dell'informazione giornalistica, di digital divide e di potenziamento della partecipazione delle collettività alla pubblica opinione, dell'industria culturale al tempo dell'mp3 e delle webtv.

E di altro, immagino: avevamo registrato sedici interventi di circa dodici minuti l'uno, all'inizio di agosto, che poi sono stati trasmessi da Onde Furlane il venerdì e il sabato mattina, per tutto agosto. Potete ascoltare le ultime puntate in questi giorni, anche in streaming dal sito della radio, verso le 10.30 di mattina.
Poi vedrò di recuperare le registrazioni e magari le metto da qualche parte.
E' già previsto un ulteriore ciclo di chiacchierate, ne parliamo a metà settembre. La radio è cosa meravigliosa.

04 agosto 2010

Giù nel calderone

Oh, quanto si litiga, in Rete. 
Qui urge ricercar qualche riflessione sui ruoli attoriali nelle situazioni di flusso, e vedere se ci sono novità in qualche sistematizzazione microinterazionista delle posizioni dei parlanti negli ambienti digitali, quelli più votati alla conversazione interpersonale. Una volta notoriamente lo spazio commenti sui blog, prima ancora i newsgroup e le stanze di chat. Ma a me quei ragionamenti su ruoli e leadership circolante son venuti un po' a noia, benché siano grammatiche utilissime per comprendere cosa stia succedendo nella situazione enunciativa. 
Si potrebbero trovare dei rivestimenti figurativi diversi per connotare i personaggi, e raccontarci la storia di una suddivisione secondo correnti filosofiche, per distinguere i parlanti.
Stoici, nominalisti, realisti, materialisti, esistenzialisti.
Se c'è Candido l'integrato, c'è anche Diogene, quello che piscia sulla gente, quello iconograficamente reso con la botte, col lanternino in mano a cercare l'Uomo vd. l'Essere umano, nella versione correct del 2010. Cinici , certo. In prima battuta si fan notare, cinici in senso moderno come freddezza (cool), distacco, bastardaggine inside, manifesta immoralità, iconoclastia, due spruzzi di blasé e una fetta di flâneur, ma tengono vivo il dialogo, cosa vuol farci signoramia? 
Se si vuole fare gli opinion leader in quel dire pubblico che riguarda la definizione negoziata e patteggiata di cosa sia la realtà (i giornalisti, i politici, gli opinionisti) raccomando almeno un sano fact-checking come atteggiamento costante, e una scorsa a cosa possa essere inteso con la locuzione "critical thinker", vedi qui qui e qui su wikipedia, dove criticare vale distinguere, e avere una teoria significa sapere di abitare il nostro sguardo, che nessuno può avere uguale (è il nostro punto di vista), e per raccontarlo agli altri è meglio comportarsi in un certo modo.
Come emergono ora i "commentatori pubblici", gli opinion maker del 2015? Un giornalista si faceva notare per la lucidità dei suoi articoli, e da qualche centinaio di persone per il proprio carattere, negli scambi interpersonali. Dalla Rete emergeranno delle personalità, che si son fatte notare per le loro competenze specifiche su un tema o per il loro stile conversazionale (ci vuole più pluralismo, il cinismo da solo stucca, volevo dire), per la padronanza del contesto enunciativo su cui furoreggiano attirando fan e like, per la spreadability del loro dire. Che chissà se si riuscirà mai a capire le tendenze secondo cui qualcosa diventa spreadabile, il passaparola è ineffabile/impredicabile/indicibile/indecidibile, la serendipity sguazza, i meme s'ingrossano senza motivo. Rivoli modaioli, nel grande flusso del Fiume che tutto trascina.
Quello che vediamo è un panorama differente, dove elementi del paesaggio webbico (i Luoghi digitali) vanno interpretati secondo linee diverse, nel rispetto della loro ecologia. E dove conseguentemente il dire e il fare dei personaggi web (blogger, opinionisti, giornalisti, esperti, formatori e docenti, urbanisti digitali, scrittori, poeti, fustigatori dei costumi) assume un senso nuovo, mai sperimentato dalla specie umana, nel permetterci di comprendere (nel 2015) i percorsi, le tracce. Tutte la facce assunte nella linea dei loro comportamenti, tutto documentato nei loro stessi lifestraming. E l'oblio, e la privacy, e i Luoghi conversazionali, e i gruppetti che si spostano di qua e di là, scherzando tra loro per anni e anni.
Quelli che poi al bar o in un salotto possono essere o più quieti della loro persona digitale, o più turbolenti, o uguali. Che tutti connessi sempre, vuol dire che finalmente quelli quieti potranno parlare forte e a lungo, e inondare il web di punti di vista. Magari domani riusciremo a descrivere per bene il punto di vista di una collettività, quell'insieme statistico eppure dinamico di una visione del mondo, non unitaria ma anzi policroma, come una fune fatta di mille trefoli, tutti punti di vista dell'opinione pubblica, le correnti maggioritarie rispetto alle grandi idee di cosa sia civile e cosa non lo sia. 

In questo bell'articolo Mario Rotta paventa un peggioramento della Rete, nella qualità del tessuto con cui la rivestiamo abitando quotidianamente su web, trascinati da dinamiche efficientiste o da modi di fare ricavati dalla pubblicità, dalla comunicazione orientata, e non più liberi secondo i valori stessi su cui la Rete è stata creata e che tuttora la animano. Questi aspetti di orizzontalità della Rete non sono ben visti dall'industria della pubblicità e dell'orientamento al consumo e dalla gestione del consenso, che quindi tentare di entrare nel web con le sue vecchie logiche verticali di comunicazione direttiva, uno-a-molti, senza in realtà praticare né comprendere il modello conversazionalista, il web basato sull'User Generated Content e l'habitat sociale vivo dove gli eventi accadono.
Sono cambiate molte cose qui sul web, ora ci sono milioni di persone in italia che quotidianamente fanno un gesto qui dentro. Teniamolo presente a noi stessi, questo sentimento del Settembre Eterno, che tutti prima o poi sperimentiamo, anche più volte.

Segnalo anche questo piccolo saggio di Antonio Sofi, sulla moderne strategie di comunicazione politica, perché leggendolo in controluce ci dà le coordinate per meglio nominare certi fenomeni indotti dalle buone prassi comunicative della Rete, riversate nella progettazione di interventi territoriali concreti, azioni politiche per l'ottimizzazione del territorio e della comunicazione con la collettività che lì risiede. Senso e territorio, ascolto e condivisione, trasparenza.
Facendo lo stesso giochetto, utilizzare i risultati di un ragionamento altrui come materiale base (un "semilavorato", ma in altra linea progettuale) per comprendere i nuovi centri di aggregazione del senso, leggete questo interessante scritto di Fabio Giglietto, dedicato a Lost e ai sette principi del transmedia storytelling, dove le descrizioni di nuovi assi semantici dell'universo del discorso Spreadability vs. Drillability, Continuity vs. Multiplicity, Immersion vs. Extractability etc. permettono a noi di capire come le linee di senso organizzato (le isotopie interpretative, in gergo) che gettiamo sul flusso degli eventi per catturarlo e coglierlo appieno, nel mutato contesto propulso della Cultura digitale, vadano oggi rieducate a uno sguardo trasversale, aggregativo, nella capacità di radunare pezzi di storie sparsi per molti media diversi, con personaggi complessi, osservando attentamente lo snodo con il contesto ambientale situazionale (fisico e/o digitale) where the action is.

Quei Luoghi di creazione e mantenimento dell'opinione pubblica che tra cinque anni determineranno cosa sia da definirsi Realtà (le parole con cui penseremo, i punti di vista con cui guarderemo) stanno nascendo oggi, tutt'intorno a noi.
Come sono fatti questi Luoghi di socialità digitale, come agiscono, chi li anima, che stile di narrazione adottano, attraverso quale percorso di prove e errori giungono a formarsi compiutamente, come specie viventi che nel dialogo con il mutato ambiente adattano il proprio corpo e la propria mente e i propri comportamenti per meglio adeguarsi alla nicchia ecologica di riferimento, e altre domande.

UPDATE: un articolo sulla Stampa, L'autore-cyborg, una intervista di Artieri a Thierry Crouzet, su argomenti proprio attinenti.